Chromatic Fluid /2
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Chromatic Fluid /2
Legno artigianale 3×2 cm
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Dietro l'opera
L’area geotermica di Hverir, nel nord dell’Islanda, ai margini del lago Mývatn, rappresenta una delle manifestazioni più crude e dirette dell’attività vulcanica dell’isola. Qui il calore non emerge attraverso polle d’acqua come ad Hveravellir, ma attraverso solfatare, fumarole e campi di fango bollente. Il terreno è asciutto, friabile, privo di vegetazione, impregnato di zolfo e minerali che affiorano in superficie sotto forma di fanghi argillosi chiari e scuri. Quando questi fanghi si depositano e si seccano, tingono il suolo come una tempera naturale, creando superfici cromatiche complesse, instabili, in continua trasformazione.
Dopo diversi giorni trascorsi nelle zone interne dell’Islanda lungo la F35, ho raggiunto Hverir spostandomi verso nord. Fin dai primi sorvoli è stato evidente che questo luogo richiedeva una lettura diversa: non verticale nel senso paesaggistico, ma aerea e ravvicinata, capace di isolare le superfici dal contesto. Ho utilizzato il drone a bassa quota, muovendomi lentamente sopra il terreno.
È in questo modo che sono nate Chromatic Fluid 1, Chromatic Fluid 2 e Merge. Avvicinandomi progressivamente al suolo, le forme hanno iniziato a mutare sotto lo sguardo: colature che ricordano il movimento dell’acqua, flussi interrotti, zone di fusione cromatica dove elementi diversi sembrano incontrarsi e mescolarsi. Più la distanza si riduceva, più il paesaggio perdeva ogni connotazione geografica, trasformandosi in un campo fluido, quasi dinamico, dove la materia sembrava ancora in movimento nonostante l’apparente immobilità.
Queste immagini non nascono da un evento preciso, ma da un’osservazione prolungata. Raccolgono un momento in cui il suolo, pur essendo solido, conserva l’aspetto di qualcosa che sta ancora accadendo. In Chromatic Fluid 1 e Chromatic Fluid 2 il colore domina come elemento primario, apparendo fluido, come forse immerso in un liquido, mentre in Merge le superfici sembrano fondersi, annullando i confini tra le singole componenti. Tutte e tre le opere condividono lo stesso processo di formazione, ma ciascuna vuole restituire una percezione diversa dello stesso fenomeno.
In Hverir il paesaggio non si presenta come forma definitiva, ma come traccia di un processo chimico e geologico in corso. Queste fotografie non cercano di spiegare quel processo, ma di fermarne un istante: una condizione temporanea, fragile, destinata a mutare ancora, in cui la terra appare più simile a una sostanza fluida che a una superficie stabile.

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Le opere sono disponibili in diversi formati, a seconda dell'edizione di riferimento. Il configuratore online permette di personalizzare la presentazione con cornici e passe-partout.
Carte selezionate
Ogni stampa è realizzata su carta Fine Art opaca, con inchiostri pigmentati d'archivio che garantiscono una resa cromatica eccezionale e una durata superiore a 100 anni.
Cornici artigianali
L'opera può essere accompagnata da una cornice artigianale con profilo 2x3 cm in legno. Disponibile nelle finiture nero, bianco, legno naturale e mordente scuro.
Certificato di autenticià
Ogni opera è accompagnata da certificato di autenticità Hahnemühle e firma di Marcello Niccodemi applicata direttamente sulla stampa.