Lievora
Legno artigianale 3×2 cm
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Dietro l'opera
Il Monte Freddone è una montagna poco conosciuta delle Alpi Apuane, e forse proprio per questo capace di sorprendere profondamente. Si innalza come una piramide isolata al centro della vallata della Turrite Secca, con una forma netta e arcigna che emerge con decisione dal paesaggio circostante. Pur essendo circondato da cime apuaniche più celebri e più elevate, il Freddone mantiene una presenza riconoscibile da ogni versante. È una montagna con una identità precisa, capace di lasciare un segno duraturo in chi la osserva o la percorre.
La sua posizione è particolare. Il Freddone si trova al cuore di una conca chiusa, circondato da rilievi più alti che ne impediscono la visibilità dal mare. Questa configurazione favorisce una marcata inversione termica e una difficile penetrazione della luce solare nelle valli che lo circondano. Da qui deriverebbe il nome attuale, Freddone, legato non tanto all’altitudine quanto alla persistente sensazione di freddo che caratterizza queste pendici. Il nome più antico, però, era Lievora, attribuito alla frequentazione della zona da parte dei Leivi, una tribù ligure preromana che abitava queste montagne.
La presenza umana su questo monte affonda le radici in un tempo remoto. L’interesse degli uomini preistorici era legato alla ricchezza mineraria del territorio, e non è un caso che sulle pendici del Freddone sia presente un dolmen, testimonianza silenziosa di un rapporto antico e rituale con la montagna. Qui il paesaggio non è mai stato solo sfondo, ma luogo vissuto, temuto e rispettato.
L’inverno del 2021 ha trasformato radicalmente questo scenario. Nevicate abbondanti e persistenti hanno ricoperto l’intero complesso apuano, cancellando i segni abituali del paesaggio e restituendo alle montagne una forma più integra e primordiale. Il Freddone, che raramente si mostra con una copertura nevosa così completa, ha assunto un carattere completamente diverso. La sua piramide, vestita di bianco, si caricava di una solennità nuova, quasi sacrale.
In Lievora ho ritratto proprio questo momento raro. Le nuvole scorrevano basse, fondendosi con il manto nevoso e rendendo le vette parte di un unico corpo vivo e mutevole. La luce del tramonto accarezzava le creste, separandole e allo stesso tempo unendole al cielo. In quell’istante, il Freddone non era più soltanto una montagna: tornava a essere ciò che era stato all’origine del suo nome, una presenza antica, isolata, carica di memoria.

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Carte selezionate
Ogni stampa è realizzata su carta Fine Art opaca, con inchiostri pigmentati d'archivio che garantiscono una resa cromatica eccezionale e una durata superiore a 100 anni.
Cornici artigianali
L'opera può essere accompagnata da una cornice artigianale con profilo 2x3 cm in legno. Disponibile nelle finiture nero, bianco, legno naturale e mordente scuro.
Certificato di autenticià
Ogni opera è accompagnata da certificato di autenticità Hahnemühle e firma di Marcello Niccodemi applicata direttamente sulla stampa.